Il
Centro san Petronio
a cura
del direttore Fulvio Mariani (2001)
Il Centro di Fraternità san Petronio è nato in occasione del VI centenario della posa della prima pietra della basilica di san Petronio, perché la Chiesa di Bologna ha scelto di realizzare questo segno di attenzione agli ultimi per rinnovare e consolidare lo spirito di carità che la guida dal tempo del vescovo Petronio e che ha dato nei secoli tanti testimoni alla gente di questa città. Il CsP è stato voluto e inaugurato da sua eminenza il cardinale Giacomo Biffi domenica 13 dicembre 1992.
Esso accorpa diversi servizi, alcuni preesistenti e operanti separatamente in altre sedi, altri nuovi, offrendo una souzione più idonea da un punto di vista logistico e operativo. Attualmente consta essenzialmente di quattro servizi: mensa, servizio docce e guardaroba, punto di incontro e la comunità di accoglienza delle Figlie della Carità di san Vincenzo de Paoli (che sostituiscono dal 1998 le suore missionarie della Carità, oggi trasferitesi in via del Terrapieno). A questi si aggiunge il Centro di Ascolto che collabora strettamente con le attività del CSP soprattutto per le convenzioni del Ministero di Grazia e Giustizia e il Servizio di Salute Mentale.
La mensa
La mensa di
fraternità fu voluta dallallora cardinale di Bologna
Giacomo Lercaro come segno del Congresso Eucaristico Diocesano
del 1977 e fu attivata in una sede diversa dallattuale. Si
trasferì al CsP fin dal giorno della sua inaugurazione.
Attualmente garantisce il pasto serale a un centinaio di persone
costituite per metà da segnalati dai centri di ascolto italiani
e immigrati e per metà a bisognosi di passaggio. Compito del
servizio mensa non è solo servire un pasto serale, ma anche
creare un ambiente familiare che faccia sentire gli ospiti
accolti in uno spazio di ricostruzione di relazioni
umane e sociali. Proprio in questa ottica alcuni volontari
promuovono attività di animazione come:
Servizio docce
Fu istituito per i
profughi dellex-Jugoslavia stanziati nel 1993 lungo il
fiume Reno; cessata questa emergenza si aprì alle persone
in strada sia italiane che straniere che già
afferivano ai nostri servizi. Ora è così regolamentato:
Per motivi organizzativi è necessaria una prenotazione.
Accanto al servizio docce, frequentato settimanalmente da circa 60 persone, si affianca un servizio guardaroba che fornisce biancheria intima e altro vestiario. Recentemente questo servizio è stato ridimensionato a causa della mancanza di persone che si facessero caricaro di gestirlo e ordinarlo.
Il
punto di incontro
E
unopportunità di accoglienza e di socializzazione che
viene offerta ogni pomeriggio, dalle 15 alle 18, a persone,
residenti e non, già conosciute dal Centro di Ascolto e che, per
motivi diversi, hanno bisogno di uno spazio protetto: si tratta
di persone anziane e sole, convalescenti, malati psichici non
gravi
Sono circa una ventina di persone e con esse si cerca
di diversificare il più possibile le attività: lettura e
commento dei giornali, pittura, creazione di oggetti con tecniche
varie, visite ai musei cittadini, cineforum, attività
teatrali
.
Comunità di accoglienza
Allinterno del
CsP dal maggio93 le Suore Missionarie della Carità hanno
aperto una comunità di accoglienza per donne e bambini in
difficoltà, sia italiane che straniere. Ora sono state
sostituite dalle Figlie della Carità di S.Vincenzo de
Paoli che collaborano anche al funzionamento dei servizi già
esistenti.
Il
Centro di Ascolto
Il CdA, diretta
emanazione della Carità Diocesana, ha iniziato la sua attività
nel 1983 con finalità ed obiettivi che si sono col tempo così
delineati e strutturati: attualmente si pone come spazio di
ascolto e aiuto a chiunque si trovi in difficoltà; per questo si
cerca di lavorare il più possibile in collaborazione sia con
lente pubblico sia con le parrocchie e, nei confronti di
questultime, si pone come punto di riferimento e di stimolo
per la creazione di CdA parrocchiali.
Oltre a questi che potremmo chiamare servizi "fissi", il CsP si pone come supporto logistico e operativo per altre esperienze specifiche:
Insieme a tutto questo e con tutto questo va ricordato il servizio di Assistenza Spirituale che connota il Centro di quella particolare impronta di carità cristiana così da distinguerlo dagli altri centri socio riabilitativi e assistenziali. Responsabile ne è lassistente spirituale, un sacerdote che in accordo con il direttore e la Giunta Caritas programma le attività specifiche,. E sempre assicurata la santa Messa al giovedì pomeriggio; tutti i pomeriggi cè la recita dei vespri e la preghiera comunitaria prima della distribuzione dei pasti.
Organizzazione
Il Centro S.Petronio
ha un direttore responsabile e un tecnico addetto a tutti i
servizi di manutenzione, un numero di volontari totale ( ruotano
nelle giornate ) di circa 180,8 obiettori e lassistente
spirituale. A queste figure vanno aggiunte le suore e gli
educatori che talvolta vengono messi a disposizione dagli enti
con i qualli sono state stipulate le convenzioni.
Mi sembra degno di nota segnalare che tra questa utenza cè un progressivo aumento di persone appartenenti a fasce di età sempre più giovani (18-35 anni).
Verso il futuro per una nuova identità
Circa la figura
giuridica, il CsP non ne ha una propria, ma si connota come
centro operativo della Caritas Diocesana. Si avverte però questa
necessità e si sta studiando lopportunità di costituirsi
in associazione per definire meglio contenuti, organi e attività
in modo da gestir maglio i servizi, fare convenzioni con
lente pubblico e avere accesso a contributi.
A cura del Centro san Petronio
via santa Caterina 8 - 40123 Bologna