Chiusura temporanea del Centro san PetronioLa Mensa del Centro San Petronio in via Santa Caterina si trova davanti alla necessità urgente di fare una sosta di riflessione circa il significato profondo della sua origine, il suo modo di collocarsi oggi nell'orizzonte della Chiesa e della città di Bologna e le sue prospettive per il tempo futuro.
Nata come "Mensa della fraternità", ha conosciuto una prima lunga fase caratterizzata dal clima famigliare dell'incontro fra operatori e volontari e quel popolo di piccoli e poveri della città che trovavano, prima nella sede di Strada Maggiore, e poi in via Santa Caterina, non solo il quotidiano concreto soccorso alla loro indigenza ma anche la consolazione di un'accoglienza fraterna che potesse spezzare la solitudine nella quale spesso gli ultimi sono costretti a vivere.
La crescente emergenza degli ultimi anni ha fatto lievitare in modo abnorme il numero degli ospiti della mensa e anche la loro tipologia. Condizioni di crescente degrado e disagio dovute a infermità mentali non adeguatamente soccorse e accolte, il fenomeno grave della tossicodipendenza e l'ondata impressionante di popolazioni straniere immigrate e fuggitive nel nostro paese hanno rapidamente raddoppiato gli ospiti della mensa che ora tendono quasi a triplicarsi avvicinandosi spesso alle duecento persone contro le ottanta previste all'inizio. Anche la tipologia e l'età degli ospiti sono profondamente mutate: a una popolazione caratterizzata per lo più dall'età avanzata e dalla povertà cronica è succeduto un utente in genere molto più giovane e afferrato dalla problematicità di un'emergenza sempre crescente e diversa. L'antico frequentatore della Mensa si è spesso ritirato, intimidito da un nuovo ospite in genere più segnato dalla esasperazione e dalla violenza. Contemporaneamente sono diminuiti i luoghi gestiti dal volontariato che in città offrivano cibo per chi si trova in necessità.
Oggi si vive un disagio che non è solo del quartiere intorno alla Mensa di via Santa Caterina, ma della Mensa stessa, dei suoi generosi volontari, degli obiettori di coscienza che vi svolgono il servizio civile, e dei suoi operatori.
Per questo si è deciso di attuare una sospensione del servizio della Mensa perché questa possa essere riaperta nelle proporzioni e nei modi che più tipicamente appartengono a un'opera ecclesiale che vuole essere segno della fede cristiana, ma non vuole e non può porsi come risoluzione di un problema sociale e civile.
Per questo sono intercorsi rapporti e dialoghi con le autorità municipali che si dispongono a provvedere un certo numero di buoni-pasto utilizzabili in luoghi diversi della città, e che verranno incontro a questa grave situazione.
L'intervento dell'istituzione pubblica, che metterà a disposizione circa 7000 buoni pasto in un trimestre, consentirà alla Mensa del Centro San Petronio di sospendere il suo servizio a partire dal primo luglio. Dopo un tempo di riflessione e di riforma, la Mensa riaprirà secondo proporzioni numeriche e modalità che la riportino alla sua fisionomia di opera ecclesiale a favore dei più piccoli e dei più deboli. I Centri di Ascolto della Caritas Diocesana svolgeranno il servizio di assegnazione dei buoni pasto forniti dal Comune secondo quei criteri di priorità e di urgenza che la lunga esperienza consente loro di esprimere nel travaglio di chi per molte ragioni è confinato in un'esistenza non degna dell'uomo e della sua condizione di figlio di Dio.
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san Giovanni in Persiceto, 18/VI/2001