Lettera aperta

a don Giovanni Nicolini

Circa un anno fa Epifanio, responsabile di cucina del sabato, ha inviato la seguente lettera a don Nicolini, allora da poco nominato a responsabile Caritas, per esprimere le sue perplessità sull'andamento della mensa e le sue necessità di volontario e cristiano.
Giorgia

Poggio Renatico, 06/11/1999

Padre Giovanni Nicolini,
Le invio questa lettera quale Presidente della Caritas Diocesana e responsabile della mensa della Fraternità di via Santa Caterina a Bologna.

Con questo scritto intendo metterla al corrente di come vivo il mio impegno di volontario presso la suddetta mensa. E' mio desiderio cercare di sviluppare un confronto all'interno della stessa, con tutti coloro che sono interessati al suo funzionamento, allo scopo di stimolare un dibattito su questo impegno che la Chiesa bolognese si è assunta di fronte alla collettività. Unica finalità, quella di fornire una migliore accoglienza a coloro che ne sono ospiti.

Io sono Epifanio Lucania, abito a Poggio Renatico di Ferrara, ho quasi cinquantasei anni e presto la mia opera alla mensa come volontario da circa sette anni. Sono responsabile di serata, della cucina del sabato.

Svolgendo questo servizio assisto ad un continuo ricambio di volontari, ma negli ultimi tempi ho notato che il numero di coloro che se ne sono andati è superiore al numero di quelli che arrivano. Il ricambio risulta pertanto deficitario (insufficiente) e mette in difficoltà coloro che proseguono col loro impegno, cercando di far funzionare la mensa. Quando ho avuto occasione di incontrare per Bologna diversi ex-volontari, alla mia domanda relativa il perché del loro abbandono, mi è stato risposto: "Non avevo più motivazioni sufficienti. Sono alla ricerca di qualcosa di diverso".

Questa situazione di crisi (ricambio continuo e minor numero di volontari), probabilmente è sintomo di una crisi più profonda. Personalmente ritengo siano venuti meno quegli ideali cristiani che stanno alla base del volontariato stesso. Chi vive questo impegno come un servizio ai propri fratelli bisognosi e/o sofferenti, deve trovare una motivazione al proprio operato nell'insegnamento di Gesù, raccontato in alcuni passi dei Vangeli (...ero affamato/mi avete dato da mangiare; ero nudo/mi avete vestito; tutto quello che avete fatto a loro, lo avete fatto a me).

Anni fa, Madre Teresa di Calcutta, venuta in visita alla mensa, rivolgendosi ai volontari presenti, disse: "Voi lavorate per Gesù e per Maria!". Sono certo che se si riflettesse su questa frase e sugli insegnamenti di Gesù, ci sarebbero più persone motivate e una migliore armonia.

Mi sono deciso a scriverle spinto dalla convinzione che sia compito primario dei Cristiani aiutare i più deboli, cercando continuamente in loro il volto di Cristo. Non è, però, un compito facile: spesso tra gli ospiti abbiamo persone maleducate e rissose, ubriachi, drogati, ecc. A volte il loro comportamento fa venire il desiderio di buttarli fuori a calci. Tentazione che riusciamo a contenere con fatica.

Così per continuare a ricevere i nostri fratelli bisognosi con spirito cristiano, amore, accoglienza e condivisione, sentiamo la necessità di rinnovare la nostra fede. Per fare questo, sentiamo il bisogno di una guida che possa accompagnare lungo il cammino, aiutandoci nel nostro impegno di Cristiani, intenti a seguire le orme di Gesù. E' già passato qualche anno da quando, in un'assemblea organizzata dai responsabili della Caritas, ho avuto modo di esprimere le mie idee sulla necessità di una guida spirituale continua, che operasse nella mensa. In quell'occasione mi è stato risposto che c'erano già le suore operanti nel Centro e che di conseguenza potevano bastare. Senza dubbio, per i vari compiti che svolgono, le suore rivestono un ruolo importante, specialmente nei confronti delle persone che ospitano nei loro alloggi. Io sono il primo a ricordare che il loro è un lavoro prezioso, ma sono comunque dell'avviso che ci sia la necessità di una guida spirituale e che questo punto di riferimento debba essere un sacerdote. Vedo questa figura come più adatta alle necessità di cui ho appena parlato. Mi appello, pertanto, alla sua sensibilità, affinché prenda nella dovuta considerazione questa mia esigenza.

Se poi riterrà opportuno pubblicare questo scritto ne "Insieme Notizie", al fine di sensibilizzare i lettori su questo argomento, lo faccia pure; mi sarà cosa gradita. Sperando fiducioso che presto alla mensa di via S. Caterina la presenza di un pastore possa fungere da punto di riferimento costante per tutti (volontari e non), La ringrazio sentitamente per avermi ascoltato.

Epifanio Lucania


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via santa Caterina 8 - 40123 Bologna
A cura di Basello Gian Pietro <elam@elamit.net>
san Giovanni in Persiceto, 25/II/2001