Musulmani in Italia: quale convivenza?

Incontri di approfondimento e dibattito

Organizzati dal comune di san Giovanni in Persiceto (BO) e Mariani Fulvio (direttore del Centro san Petronio).
Presiede Diego Bertocchi (vice-sindaco di san Giovanni in Persiceto).
sala Balducci, via Castelfranco 16/a
san Giovanni in Persiceto (BO)

Martedì 27 marzo

Relazione riassuntiva a cura di Basello Gian Paolo

DIEGO BERTOCCHI

Sostituisco il sindaco Paola Marani. Grazie per essere intervenuti (ca. 40 persone) a questo approfondimento su di un tema che ultimamente scalda gli animi. L’analisi del fenomeno immigrazione va considerato partendo dalla storia precedente, come è capitato a noi italiani in passato; partiti alla ricerca di un benessere migliorativo delle condizioni di vita stentata in cui invece si trovavano a vivere e che era la forza di causa maggiore che aveva portato a prendere la decisione della partenza.

Oggi l’analisi delle cause dice che la globalizzazione economica è la causa determinante dell’immigrazione, e determina, da parte degli stati ospitanti (vedi Italia), la richiesta di mano d’opera a basso costo.

A questo, si lega la scarsa natalità del nostro paese e la mancanza di disponibilità per lo svolgimento, da parte di noi italiani, di attività scarsamente professionali.

Gli oratori GIOVANNI BENENATI e don DAVIDE RIGHI chiariranno come è possibile giungere ad una integrazione senza barriere e dinamiche antistoriche, all’insegna dell’apertura mentale nonché storica dello sviluppo.

A livello locale, qui la presenza di immigrati è del 2% (elencazione dei dati), c’è un forte aumento del congiungimento con i familiari e di bambini nati qui (dati). Sono in essere iniziative, pubbliche e private, sul piano dell’inserimento professionale allo scopo di fornire regole certe per tutti, italiani e stranieri in interscambio.

Don DAVIDE RIGHI

Buonasera. Dico subito che non sono un esperto di religione islamica o islamismo. L’approfondimento di questo tema l’ho iniziato quindici anni fa. Vi chiedo un piccolo sforzo, non si deve confondere il termine ARABO con ISLAMICO.

Nel termine ARABO ci sono tanti popoli con diversità culturali enormi che tra loro hanno come identità "legante" la RELIGIONE.

Questa matrice religiosa non è assimilabile, né paragonabile, alla nostra: non sono "analoghe". Su molte bandiere nazionali c’è scritto: NON C’E’ ALTRO DIO OLTRE ALLAH E MAOMETTO E’ IL SUO PROFETA.

Quindi Dio ha fatto conoscere la sua legge direttamente agli uomini, tramite Maometto, o altri profeti. Per questo il musulmano non ammette che questa rivelazione non l’abbia fatta pervenire anche agli altri uomini.

In paradiso si va "sottoponendosi" ad Allah tramite la parola dei profeti: riconoscere che Lui è l’unico Dio.

Oltre ai profeti ci sono gli "INVIATI" che sono venuti portando degli "SCRITTI", cioè non solo la "PAROLA" compito dato ai "PROFETI".

I "GIUDEI" avrebbero falsificato la "TORAH" di Mosè, così pure è avvenuto per il "VANGELO".

Di fatto è così anche per Gesù, non venuto per una altra fede, ma come inviato (speciale) per il popolo israelita.

L’unica legge sicura è il CORANO che è una legge "data da Dio" senza alcuna necessità di interpretazioni, opposte tra loro, come invece è tipico delle leggi umane.

BIBBIA significa LIBRI di un unico autore: DIO; rivelati attraverso la mente dei diversi autori.

Maometto non sapeva né leggere né scrivere, quindi il CORANO è veramente espressione di DIO e quindi INIMITABILE.

Dio ha fatto discendere queste parole, non le ha suggerite.

Le "SURE" sono state messe in successione in base alla loro "lunghezza", in realtà così non è.

MEDINA significa "CITTA’ (del PROFETA)" (citato il motivo storico).

Due i comandamenti fondamentali: non tenere per sé le ricchezze & elargire ai poveri.

Maometto farà: il profeta, il giudice, il governatore, valendosi dei vincoli di fede.

Anche sotto la guida di Maometto ci furono delle guerre.

Il Corano è vero solo se letto in lingua araba, per i non arabi ci sono le traduzioni che però non sono riconosciute valide.

Dopo la morte di Maometto c’è una forte espansione extra nazionale che giunge sino all’Europa (a volte sono anche ben accettati dalle popolazioni) e non sempre solo con l’uso della forza militare. Tutto questo trova giustificazione in passi del Corano "detti o non detti", la "SUNNA", la tradizione del profeta che diviene "SHARI'A" la LEGGE e poi DIRITTO ISLAMICO che ancora oggi continua a "trarre" dal Corano.

Le scuole giuridiche sono quattro: hanafiti, malikiti, shafi’iti e hanbaliti.

Quando un fatto non è previsto dal Corano occorre procedere alla "interpretazione".

La LEGGE tocca tutti i fatti della vita; ecco quindi che per il musulmano l’integrazione con i popoli non arabi diviene problematica (per via della legge coranica).

Le quattro scuole non sono mischiabili e, in tutte, non trova "VERITA’" la guida "LAICA" dello stato.

Discussione

Per i musulmani "fondamentalismo" è un termine inventato dagli occidentali, per loro il termine giusto è "RADICALISMO".

Il fondamentalismo, di per sé, nasce dalla necessità di sovvertire un sistema statale oppressivo attraverso l’uso delle armi supportato dalla IDEOLOGIA.

Nel lontano passato, la presenza degli occidentali (nel mondo arabo) era motivato dagli scambi commerciali che, via via, divenuti troppo invadenti diedero inizio a ritorsioni e conseguentemente all’uso delle armi, da parte degli occidentali, per conquistare le COLONIE. Dopo, nei secoli, la tensione derivata dall’invidia e dalle copiature in loco del progresso europeo a seguito, ancora, dell’"autoliberazione" si è giunti al "rigetto" della cultura occidentale che era stata vissuta come opprimente.

Leggendo i giornali arabi si trova scritto che i morti in Algeria non sono dovuti ad intransigenze religiose, ma a collusioni politiche e sociali.

L’informazione occidentale è "deformata" (confermato anche da Benenati).

Nel mondo islamico il fondamentalismo non ha futuro, ma esistono tanti altri grossi problemi.

Ogni credente (in ogni tipo di fede) è fondamentalista (esempio: il medico cristiano antiabortista), anch’io sono fondamentalista quando lo stato mi chiederà comportamenti anticristiani. Anche in Italia tanti diritti sono violati.

Biffi… andate a leggerlo. Penso che egli si sia stancato di una cosa… quando ero in parrocchia lo stato ha lasciato aperte le frontiere e toccava a noi aiutare quelle povere persone… perché lo stato non interveniva (citazione dell’ospitalità data nella chiesa di san Donato).Ora ancora vedete che da parte dello stato, dopo quindici anni, non si è ancora messo mano a regolare questi problemi, quindi Biffi ha ragione.

Questo non è uno stato serio, fa comodo, che ci pensino altri. Non si vuole guidare le situazioni oggettive.

La cultura orientale non può essere "trasportata da noi". Nella nostra Costituzione con l’articolo 8 (dopo il 7) è possibile fare intese con altre religioni per dare, a queste, garanzie giuridiche (la cattolica prevale per riconosciute ragioni storiche).

Ogni scuola fa il suo servizio di istruzione "non partigiana" perché è destinata al pubblico, cioè ai cittadini dello Stato.

Laicità non significa spianare le differenze col Bulldozer.

L’ora di religione è un momento di "conoscenza culturale" che permette e dà la possibilità di capire le motivazioni profonde del comportamento del "diverso", evitando incomprensioni ed arroccamenti separanti ed, in seguito, conflittuali.

GIOVANNI BENENATI

Ho vissuto vent’anni nei paesi arabi, amo molto la Giordania.

Ho visto che i diversi tipi di cristiani convivono pacificamente con i musulmani. Hanno degli statuti riconosciuti dalle leggi statali.

Sono rientrato in Italia da sette mesi. Noto che sui musulmani si butta troppa benzina sul fuoco.

Ricordatevi che negli anni sessanta molti di loro hanno studiato qui in Italia, tornando poi, magari sposati con nostre connazionali, nei loro paesi. Durante la guerra del golfo io ero là e nelle moschee si pregava per Saddam.

Ci siamo dimenticati che mio nonno si dovette spogliare, a Long Island, nudo per poter ammesso ad entrare in America. Uguale mio suocero per entrare in Svizzera. La gente che viene qui è gente che sta male e "NOI" ne abbiamo delle "COLPE".

Oggi "dobbiamo guardare allo stato-nazione Europa" non più all’Italia. Vedi il recente summit a Nizza.

Ho avuto una marea di e-mail dai miei amici arabi, da tutto il mondo. Mi chiedono: ma siete razzisti?! Io dove sono stato ho trovato le chiese dove andare a pregare. Ho conosciuto missionari, anche Dossetti.

Le nostre, leggi non sono razziste.

In Francia il lavoratore extracomunitario non ha lo stessa, paritetica al lavoratore francese, corresponsione in termini di salario contributivo, come invece è paritetico da noi.

In Germania vengono rimandati a casa dopo sei mesi di lavoro, e si deve ricominciare daccapo.

I fatti dell’Afganistan…, ognuno guardi i suoi peccati…, lo disse anche Gesù…, questo papa va con tutti e da tutti e… presto entrerà in una moschea!

Discussione

Il fondamentalismo o l’integralismo non sono di per sé portati dalla matrice religiosa (chi avrebbe pensato allora, che Komeini…) la storia è compartecipe.

Tutto quanto è umano è, di per sé stesso, relativo. Vedi anche i politici italiani.

Anche i talebani, durante l’occupazione russa della loro terra, sono stati "sovvenzionati" dagli americani e da noi stessi occidentali…; c’è l’integralismo degli ebrei…, c’è l’integralismo dei cristiani… Sta alla società circoscriverli.

Il problema della reciprocità… io ho lavorato al ministero degli esteri nei paesi islamici.

L’islam è fonte di diritto.

In certi paesi le leggi penali sono copiate da quelle italiane. In altri, i più, sono copiate da quelle francesi. Se ad un arabo non va bene la sentenza del tribunale, allora può far ricorso, basandosi su una delle quattro scuole di diritto, e può succedere che la sentenza venga ribaltata (vari esempi, soprattutto in relazione a contenziosi matrimoniali e sul "possesso" dei figli). Ad esempio, per il musulmano, il matrimonio è un contratto (…se ne parla per circa mezz’ora) dove la religione non c’entra. Chi prende quattro mogli deve poter garantire ad ognuna le stesse "dotazioni" che hanno le altre, in tutti i sensi. I figli sono di proprietà del padre. Statisticamente però il numero dei contenziosi extranazionali non sono tanto nei confronti dei paesi musulmani, sono ben di più verso la Germania e l’America.

Quando una italiana sposa un arabo l’autorità del Paese informa il consolato italiano e quindi lo stato civile del comune e tutto termina qui.

BERTOCCHI

Grazie dell’attenzione e degli interventi; bisogna affrontare la diversità salvaguardando le nostre priorità.

Per chi vuole saperne di più...

Bibliografia semplice semplice
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Sullo sfondo, l'arco soprastante l'ingresso alla chiesa persicetana di sant'Apollinare (a destra) si congiunge con un arco islamico istoriato (dal volantino della manifestazione).


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san Giovanni in Persiceto, 31/III/2001