Il ritrovo è fissato in Piazza Garibaldi a San Giovanni in Persiceto, venerdì 6 luglio 2001 alle ore 23:00, la partenza è prevista per le ore 23:15. Per l’Annarosa Fiorini l’appuntamento è alle 22:30. Si raccomanda la massima puntualità perché non è mai simpatico fare aspettare 54 persone anche perché poi le insolenze saranno dirette a me; i ritardatari verranno abbandonati al loro destino. Durante il viaggio si provvederà all’elezione di Miss Rafting e Mister Canyon, mentre Fiore concilierà il sonno dei partecipanti con un rinnovato repertorio musicale. Si prevede che il viaggio duri tra le 7 e le 8 ore, per cui arriveremo al campeggio di Puget-Thenièrs al mattino di sabato 7 luglio. Qui si pianteranno le tende, ci si incontrerà con il gruppo di guide del River Rafting di Bologna e si stabiliranno i turni di discesa. Si dovrà poi andare tutti assieme a Guillaumes, che si trova a circa 30Km dal campeggio, e che è il punto di partenza del rafting. Si dovranno fare almeno 3 discese, visto che siamo in 54; se c’è poca acqua, la discesa dura almeno un’ora e mezza. Probabilmente le discese occuperanno tutta la giornata; nel caso improbabile che rimanga tempo, andremo a visitare il borgo medioevale di Entrevaux, sulla strada del ritorno al campeggio. Non ho accennato al cibo. A meno di cambiamenti di programma, che non sono auspicabili perché sarebbero dovuti al maltempo, non sono previsti pranzi di gruppo. Portatevi quindi qualcosa al sacco. Alla sera ceneremo tutti assieme in un ristorante che non ho ancora trovato, ma che la moglie del gestore del campeggio sta attualmente cercando. Credo che dopo cena saremo un po’ disintegrati, quindi non organizzo nulla per la serata. La Moira e la Loretta hanno comunque un’interessante proposta da fare, ma per questo chiedete a loro. La mattina dopo la sveglia suonerà molto presto. Ci saranno i vari gruppi di canyon e trekking da gestire. Di questo però ci occuperemo sul posto. In ogni caso le partenze saranno scaglionate in questo modo: a) canyon Chaudan b)canyon Roudoule primo gruppo c) canyon Roudoule secondo gruppo d) trekking e) altro. I gruppi del canyon saranno fatti in base alle passate esperienze. La variante spiaggia ha ricevuto poche adesioni, ma è comunque valida, ovviamente sarà subordinata agli spostamenti trek/raft vista la sua condizione di minoranza. Chi è indeciso adesso, deve sapere che sul posto si dovrà poi adeguare, nel senso che se uno decide all’ultimo se fare canyon potrebbe anche succedere che non ci sia più la possibilità di farlo o per carenza di attrezzatura o per raggiunto numero limite. L’orario di partenza per il ritorno a casa si stabilirà in base al tempo di andata; tenteremo di essere a San Giovanni entro la mezzanotte, ma per un viaggio così lungo non è possibile fare promesse o previsioni. Per il pranzo della domenica non è previsto niente di gruppo, mentre per la cena si potrebbe decidere di fermarsi lungo la strada. Si vedrà. Don Giovanni celebrerà la messa per coloro che ne fossero interessati. Ovviamente la messa non interferirà con i vari rafting e canyon. Alle 5 del sabato mattina sul tetto dell’autobus, alle 12, alle 17 e alle 22 su di un albero, Bonfi farà il Muezzin invitando i fedeli musulmani alla preghiera.
Elenco di seguito quali saranno le spese previste per le attività più o meno comuni, cioè pullman, rafting, canyon, campeggio e cena.
Il pullman non è ancora stato scelto, si tratta di valutare la migliore offerta tra SACA, CosePuri e CNN; in ogni caso, per stare nel sicuro, si fissa un quota individuale di Lire 90000 a testa per il solo viaggio. C’è poi la possibilità, pagando un sovrapprezzo di 10000 lire, di avere un posto cuccetta lungo il corridoio, di due metri, per potersi sdraiare durante la notte, Otto e Cliff esclusi.
La quota individuale per il rafting ammonta a Lire 50000.
Il canyon con guida e noleggio attrezzature costa Lire 70000.
Il campeggio chiede una quota forfetaria, comprensiva di persona e tenda, di 30 Franchi francesi a testa, che arrotondiamo a Lire 10000.
La cena è ancora da definire, quindi non so quanti Franchi spenderemo.
Da stasera comincerò a raccogliere la quota di iscrizione che sarà di Lire 150000 e sarà comprensiva, spero, di pullman, rafting e campeggio. Se ci sarà da integrare questa cifra ve lo farò sapere il più presto possibile. La cena quindi verrà pagata sul posto (in Franchi) così come il canyon per chi lo farà (in Lire). Portate quindi con voi un po’ di franchi tenendo conto che ci dovremo pagare sicuramente la cena e qualsiasi altra puttanata che ci venga in mente di comprare; magari organizzatevi cambiando franchi a gruppetti per risparmiare sulle spese di cambio.
Per quanto riguarda gli effetti personali e gli abiti, vi arrangiate; sappiate che il campeggio si trova a un’altitudine di 410 m e non ho idea di che tempo farà.
Ci vuole la tenda, il sacco a pelo e per i deboli di schiena una stuoia o un materassino da sistemare sotto il sacco a pelo. Controllate che nella tenda ci siano i picchetti e portatevi, qualcosa per piantarli (può anche bastare una pietra raccolta sul posto, ma se poi non c’è …). È sempre utile avere una torcia, anzi direi che è obbligatorio visto che Bronx se la dimenticherà e qualcuno dovrà prestargliela. Immagino che in Francia tutti i campeggi abbiano carta igienica, ma io me la porto sempre dietro, viste le mie esperienze passate. Prendete anche una sveglia, almeno chi parteciperà a una delle escursioni previste e deve alzarsi presto la domenica mattina. Non è bello fare affidamento su qualcuno che ti viene a svegliare. Fatemi sapere il più presto possibile la disponibilità delle tende. In ogni caso non presentatevi alla partenza senza avere la certezza di un posto in tenda. Non venite con tende di lusso per le quali ci vuole almeno un’ora per il montaggio. Ricordate anche che la tenda del Gardo è quella tutta spiegazzata ed è la preferita dai cani. Mi hanno assicurato le docce in campeggio, non so se con acqua calda o fredda, e la presenza di una piscina. Su quest’ultima però non mi farei grandi illusioni.
River Rafting fornisce muta, giubbotto salvagente, giacca impermeabile e casco. L’abbigliamento base, su cui indossare l’attrezzatura specifica consiste in una T-Shirt, il costume da bagno e un paio di scarpette, magari un paio di vecchie superga di tela, che siete disposti a massacrare. Le scarpe saranno bagnate per tutta la durata del rafting e sono fondamentali in quanto può capitare di dover camminare sulle rocce o cadere nel fiume e quindi attutire gli urti contro le rocce con i piedi. C’è chi usa anche i sandali, ma secondo me sono meglio le scarpe, anche senza calze. I vestiti di ricambio non vanno portati sul gommone, ma tenuti a disposizione per quando si sbarca. Tutti i partecipanti salutano Fiore che quest’anno ha deciso di vincere i suoi timori e sarà regolarmente sul gommone.
Fate attenzione all’attrezzatura necessaria. River Rafting ha la possibilità di vestire circa quindici persone, quindi è meglio se uno riesce a partire con qualcosa che possiede o che si è fatto prestare. Anche in questo caso fatemi sapere la vostra situazione per quanto riguarda i materiali. Per chi non usa abitualmente queste attrezzature non vale la pena di comperarle in quanto si tratta di materiale costoso. In ogni caso si tratta di attrezzature alle quali affiderete la vostra vita, tenetelo ben presente, quindi fatevele prestare, ma da persone di fiducia; se avete dubbi, fatele controllare al solito Bronx per la modica somma di £ 10.000 o da qualche altro esperto di montagna che forse ve le controllerà gratis.
Sono necessari:
Per quanto riguarda la muta, essa è fornita dal River Rafting ed è la stessa usata sul Var. Il casco pure potrebbe andare bene quello che viene dato per il rafting; se avete la possibilità di procurarvene uno da montagna è meglio. L’imbracatura è l’oggetto che vi impedirà di precipitare, ed è quindi il vostro passaporto per il ritorno a casa in posizione verticale e non distesi dentro a una cassa di legno; chiedete in giro, forse riuscirete a farvene prestare qualcuno; in ogni caso tenete presente che il river rafting almeno 15 le riesce a procurare. Ripeto ancora, verificate le condizioni dell’imbracatura che vi farete prestare perché la vostra vita dipenderà da quella. Ci sono alcuni imbrachi che necessitano di cordino per la chiusura e altri no, quindi il punto 4 dipende da quale imbracatura vi siete procurati. Il cordino del punto 5 può non essere indispensabile ma è sempre meglio averlo. Il moschettone serve con la chiusura a ghiera per avere la certezza che non si apra a causa di qualche movimento insolito mentre siete appesi a qualche metro da terra, cosa poco piacevole; anche a questo oggetto affiderete la vostra vita, quindi mi raccomando, niente moschettoni arrugginiti. E’ sempre meglio avere comunque più di un moschettone, meglio se tutti a ghiera. Il discensore e il prusik non servono a chi si accinge per la prima volta a questa esperienza e farà parte del gruppo di coloro che verranno aiutati nella discesa. Quindi se non avete nemmeno la più pallida idea di cosa sia un discensore, non state a cercarlo. Se invece riuscite a procurarvelo o decidete di comprarlo, ricordatevi che i discensori robot sono da preferire ai discensori a otto in quanto i robot rimangono sempre collegati all’imbraco, mentre gli otto sono da staccare e riattaccare. A questo proposito Otto può testimoniare che ha perso il suo discensore a otto in un laghetto. Il prusik è un semplice cordino da montagna da utilizzare come corda di sicurezza anche se è un metodo ormai in disuso, utilizzato ancora da un gruppo di persicetani che non si sono ancora scoglionati a comperare un discensore moderno con sicura incorporata. Le scarpe da montagna non saranno quelle usate per il rafting; tenete in considerazione che le scarpe utilizzate per il canyon saranno sicuramente bagnate dall’inizio alla fine e quindi subiranno una gran batosta, ma la cosa principale è avere stabilità e non scivolare sulle rocce. Devono essere comunque scarpe robuste. Bronx utilizza vecchie scarpe da trekking, rotte e con buchi., così l’acqua esce meglio. Non prendete scarpe eccessivamente pesanti e completamente impermeabili perché altrimenti quando vi si riempiono d’acqua poi avrete dei piedi da 20 chili l’uno. Scegliete con cura le calze, altrimenti vi verranno vesciche grandi come l’intera pianta dei piedi. Questi sono consigli, poi fate come vi pare, se volete usare le stesse scarpe per rafting e canyon siete liberi di farlo.
Quanto sopra elencato è l’attrezzatura fondamentale per la discesa. Poi c’è il resto dell’abbigliamento che è una cosa molto personale tenendo conto che potrebbe essere un gran freddo. Consiglio ancora il costume da bagno e la T-shirt sotto alla muta, in quanto le mute sono a salopette. Sopra alla muta sarà meglio indossare un k-way per ripararsi dalle folate di vento quando saremo bagnati fradici. Per non rovinare la muta, conviene mettere sopra di questa un paio di pantaloncini corti, al ginocchio, magari di jeans che sono robusti. Spesso infatti ci sono da fare delle specie di scivoli, toboga che si percorrono col culo come quelli che ci sono al parco pettazzoni, con la differenza che si scivola su roccia levigata dall’acqua. A discrezione di ciascuno sarà l’indossare altre cose; ricordate che a causa dell’imbracatura, non sarà possibile modificare l’abbigliamento durante la discesa. Uno zaino sulle spalle è consigliato, per tenere un po’ di cibo o qualcosa da bere, magari un thermos con qualcosa di caldo, o altre cose che possono essere utili secondo voi durante la discesa, tenendo presente che una volta entrati, si può solo andare avanti. Ricordate però che anche lo zaino potrebbe essere continuamente a mollo. Se qualcuno vuole fare foto si possono portare ad esempio quei contenitori ermetici da cucina, che poi totalmente ermetici non sono. Vi spiego come fa Bronx. Avvolgete la macchina fotografica in un panno asciutto (tipo una maglietta che poi alla fine può essere utilizzata come cambio), mettere il tutto dentro il contenitore ermetico, il contenitore ermetico messo dentro una sporta di plastica girata in un senso e dentro un’altra sporta di plastica girata nell’altro senso. Poi comunque cercate di ridurre il più possibile la permanenza in acqua dello zaino ove sarà riposta la macchina fotografica. Il metodo è collaudato da Bronx e funziona, ma è garantito solo con i contenitori ermetici da cucina di sua madre. Essendo quindi complicato estrarre la macchina fotografica aumentando quindi la perdita di tempo, fondamentale in un canyon, consiglio di avere solo una macchina fotografica per gruppo oppure se uno vuole proprio fare foto, comprare una di quelle usa e getta subacquee e tenerla legata all’imbraco per averla sempre a portata di mano.
Per il trekking l’unica cosa che serve è un buon paio di scarponi. Vista la stagione si useranno maglietta e pantaloncini, ma un k-way nello zaino non va mai dimenticato. Portarsi come al solito cibo, acqua e una cartina del sentiero, che comunque troveremo sul posto, altrimenti rischiate di fare come Piero Righi con non imbrocca mai il sentiero giusto.
È consigliato un costume come quello di Ziano, verde con le noci di cocco. In costa Azzurra fa tendenza.
Non ci vuole niente.
Chiedo scusa, ma mi sono dimenticato di dire che Otto produce discensori
e li mette in vendita a lire 10.000.
Otto produce discensori a otto, ma anche a Robot, che come ho detto sono
consigliati.
Inoltre non ha perso il discensore in un canyon, ma sul Sella, mentre
nel canyon ha perso un corda.
Scusate ancora.
Ciao
a cura di Basello Gian Pietro <elam@elamit.net> e Balbarini Paolo (testi, didascalie)
san Giovanni in Persiceto, 10/VII/2001