EmmausEMMAUS 1969-2001 Quest'anno non si farà Emmaus, per la prima volta dal lontano 1969. Si chiude un po' nell'indifferenza generale un'esperienza educativa che nel passato ha portato tanti frutti. Ho pensato di ricordarla con molta semplicità riproponendovi il Manifesto degli Emmausiani convinti risalente all'Emmaus interparrochiale del 1994. GPB |
----- Original Message -----
From: Gian Pietro Basello
To: Andrea Tarozzi; Anna Guidi; Felix Tumuhaise; Fabrizio Accorsi; Suor Annamaria; don Giovanni Bonfiglioli; Andrea Brandolini; Paolo Cassanelli; Paolo Cocchi; Mariangela Fantozzi; Andrea Fiorini; Pellegatti ing. Lorenzo; Francesco Mariani; Massimo Papotti; Roberto Saguatti
Sent: Friday, June 28, 2002 9:10 AM
Subject: confessione e detersivo
giovedì 27/VI/2002, 20.30
Perdonate la mia solita intromissione nella vita parrocchiale...
Anche quest'anno si riproporrà il dilemma Emmaus?
Vorrei che fosse una scelta ponderata: l'anno scorso ne abbiamo approfittato per tornare un po' alle origini dell'Emmaus persicetano [http://digilander.iol.it/elam/emmaus/sussidio2001.htm] e ci siamo accorti che nella tradizione di Emmaus sono cresciuti e si sono formati molti dei giovani e adulti di oggi. Per molti è stato la prima esperienza nel mondo del lavoro e della responsabilità [http://digilander.iol.it/elam/emmaus/ravasini.htm].
Se si farà, dovrà però rientrare a pieno titolo nei programmi pastorali della parrocchia. Anzi, dovrà essere inter-parrocchiale (riguarda infatti anche san Camillo, il Poggio, Zenerigolo), sostenuto dai sacerdoti e dagli adulti ma lasciando pieno spazio e responsabilità ai ragazzi.
Non mi si dica che non c'è più bisogno di Emmaus: se le nostre cantine sono vuote, non mancano le occasioni per impegnare i ragazzi in altre attività del Centro Missionario, di ripulitura/bonifica di aree cittadine o, tanto per fare un esempio, di spedirli a casa di qualche anziano per ritinteggiarne le pareti.
La fede non si misura con i numeri [http://digilander.iol.it/elam/emmaus/emmaus2000.htm#mermat]. Però abbiamo anche un impegno, che è quello di diffondere la buona novella. Si spendono milioni per far pubblicità ad un detersivo altamente inquinante: perché quindi non dovremmo fare pubblicità a Gesù? E quale modo migliore di Emmaus per pubblicizzare Gesù a Persiceto? (se avete dei dubbi in proposito, vi rimando al mio "lamento su Emmaus" dello scorso anno) [http://digilander.iol.it/elam/emmaus/lamento2001.pdf].
Emmaus deve essere una continuazione straordinaria dell'oratorio (nel senso in cui lo intendeva don Bosco: i ragazzi magari giocavano, lui confessava a bordo campo; vedi le sue "memorie dell'oratorio"). I ragazzi che oggi, tutti i pomeriggi sono in oratorio devono spostarsi ad Emmaus. Per far questo è essenziale l'informazione: manifesti, volantinaggio, avvisi fuori e dentro la chiesa, internet, e soprattutto "l'apostolato" di chi Emmaus lo ha già fatto e vuole continuare a farlo. Non parlo dello stradario, ma di invitare i ragazzi ad impegnare un po' del loro tempo per gli altri e di avvicinare anche i "lontani", quelli che sono sempre sui motorini di fronte alla Sede o in piazza sui gradini.
Bisogna recuperare la dimensione cittadina di Emmaus, il contatto con la gente per le strade, l'appoggio del comune. Lanciare Emmaus come attività formativa, con tanto di crediti. L'anno prossimo potremmo parlarne anche nelle scuole.
Non pensiamo che non sia nostro compito! Come il piatto di pasta alla mensa, dietro l'impegno sociale, la salvaguardia dell'ambiente, il volontariato, il lavorare e faticare insieme (cose già buone di per sè) si nasconde un'occasione per incontrare, conoscersi e coinvolgere.
Ne abbiamo le forze?
Ci sono altre attività estive più importanti?
Giudicatelo voi che avete sottomano la situazione.
Grazie dell'attenzione!
Se sbaglio, fatemelo sapere.
Cari saluti a tutti,
Gian Pietro
NB1 Tutti i destinatari sono nel campo in chiaro; inoltratelo a chi ritenete opportuno.
NB2 All'indirizzo http://digilander.libero.it/elam/emmaus troverete anche i sussidi 1994 ("Ripartire da Emmaus" su una nota pastorale del card. Martini), 1996 ("La parabola degli operai mandati nella vigna" su Matteo 20,1-16), 1998 ("Il Cristo Rotto"), 2000 ("Esperienze parrocchiali" ispirato a don Milani).
Lamento su Emmaus [formato PDF; formato HTML]: alcune considerazioni sull'esperienza Emmaus per stimolare la campagna del 2001.
Quando Emmaus era interparrochiale: il manifesto affisso e distribuito nelle parrocchie di Lorenzatico e Zenerigolo nel 1994 (file datato 6/VI/1994).
Quando Emmaus era l'occasione per riordinare il capannone del Centro Missionario Persicetano: un altro manifesto per la campagna 1994 (file datato 19/VIII/1994).
Che cos'è Emmaus?
What's Emmaus?
Questo volantino di sensibilizzazione (il cui file è datato al 1/VII/1994) fu distribuito alle porte della Collegiata di Persiceto diverse settimane prima dell'inizio della raccolta.
Emmaus è una cosa stranissima che un frate di passaggio ha lasciato a mo' di simpatico ricordo ai persicetani. Tu vai a Emmaus, lavori come un contadino della Bassa ai tempi della bonifica, sudi sotto il sole di fine agosto, arrivi a sera stanco morto e non guadagni una lira. Eppure il giorno dopo alle 8 e mezza sarai di nuovo là. E arrivato a sera stanco morto sarai contento e soddisfatto come il giorno prima. E così via per due settimane.
Non è il fatto di aiutare i nostri amici africani. Almeno non è solo quello. E' il fatto che ci si sente davvero comunità: per il semplice fatto che facciamo qualcosa insieme. Come la domenica nella Santa Messa. Ma a Messa facciamo di tutto per essere solo distaccati spettatori. E qualcuno cerca di farlo anche a Emmaus: ma a Emmaus bisogna lavorare. E allora qualcuno capisce e magari si fa poi anche vedere la mattina a Messa, alle 8 e mezza.
Ma torniamo ai nostri amici africani. Qualcuno che è stato da quelle parti, là in Africa, ci ha detto che sì, è vero, non hanno tutti i comfort ma, quando si tratta di andare a Messa, fanno chilometri a piedi. Pur di essere comunità si fanno chilometri a piedi. Nessuno li obbliga: solo per essere una comunità riunita nel nome di Cristo si possono fare queste robe qui. E noi? Sì, è vero, abbiamo tutti i comfort ma... bene, la Messa c'è tutti i giorni e la chiesa è vicina e, una volta all'anno, c'è Emmaus.
Perché a Emmaus c'è posto per tutti. Per tutti quelli che, sia che ne facciano parte o meno, vogliono sentirsi ed essere parte di una comunità innanzitutto, che poi è per forza cristiana perché solo nel nome di Cristo si possono fare queste robe qui.
A Emmaus, è vero, comandano i giovani ma si appoggiano all'esperienza dei vecchi. A Emmaus c'è bisogno del cinno di anni 6 che suona i campanelli e dice 'siamo i ragazzi di Emmaus, ha qualcosa da darci?' e del cinno di anni 40 che riesce a distinguere l'acciaio dal ferro. C'è bisogno della moglie che prepara il desinare per tutta la truppa e del barista che alle quattro di pomeriggio porta quattro paste. C'è bisogno di ragazzi che escono a fare i carichi e di un patentato che guida il camioncino. C'è bisogno di chi presta il trattore e di chi viene all'ultimo momento con un camioncino tutto suo e lo guida per un'ora che poi deve tornare al suo lavoro. C'è bisogno anche di chi spolvera gli articoli del mercatino e del maestro che bada alle vendite. C'è bisogno del primo arrivato che accompagna con la sua auto quattro ragazzi in via del Prugnolo. C'è bisogno del meccanico che arriva di corsa e ci aggiusta il cambio del 'motore' e del gommista che ci presta il cric. C'è bisogno di chi lascia davanti alla porta di casa un po' di ferro vecchio, un frigo pieno di giornali e qualche bottiglia.
Emmaus è tutto questo. Ciascuno di noi (anche chi in tutti questi anni ha dato solo una sporta di giornali vecchi marciti) è un ragazzo di Emmaus.
Ognuno può partecipare e aiutare secondo la sua disponibilità, anche solo un'ora in dieci giorni, anche solo mettendo giornali vecchi non marciti davanti alla propria porta, anche solo ricordando al proprio figlio che là, sul finire di agosto, quando la scuola ormai incombe e l'autunno è alle porte, in uno spiazzo assolato vicino a via Bologna, Emmaus c'è!
Un gruppo di Emmausiani convinti
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Napoli, 14.16.27/IX/2002
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