VIA SANTA CATERINA / E’ diventata difficile la convivenza fra residenti, negozianti e utenti della struttura assistenziale

«Perché non spostano la mensa della Caritas?»

dal Resto del Carlino Bologna, 2001 maggio 1 pag. III

Esasperati. Sono decisamente esasperati gli abitanti della zona di via Santa Caterina, per quanto sono costretti a sopportare ogni giorno: persone ubriache, talvolta anche violente ed una sporcizia diffusa, anche perché, oltre all'immondizia buttata per strada, «fanno anche i loro bisogni a cielo aperto». Punto di partenza sarebbe il Centro San Petronio, alias la mensa per i bisognosi della Caritas, di via Santa Caterina 8: 140 pasti in media al giorno, con delle punte di 200, solo in casi eccezionali. «La situazione è pesante -si sfoga Daniela Cucchio della pizzeria di porta Saragozza-. Mia figlia è stata minacciata. Alla sera, entrano completamente ubriachi nel locale». E subito le fa eco Paola Monti, titolare della Farmacia di Porta Saragozza: «Seminano sporcizia. I nostri clienti si lamentano di non riuscire ad uscire di casa. Hanno paura». Ma anche gli altri negozianti si lamentano per i furti e per le minacce subite. Loretta non resta più da sola in negozio; Rosanna Fabrizio, alla sera, si chiude in negozio.

Eva Lelli di Seabo SEABO Eva Lelli, operatrice di Seabo, almeno una volta al giorno spazza via una montagna di sporcizia PAURA Paola Monti, farmacista di Porta Saragozza: 'I nostri clienti hanno paura ad uscire di casa' La farmacista Paola Monti

«Che cosa possiamo fare?», si chiede Cesarino Masetti, abitante nella zona da 73 anni. «Queste persone vanno alla mensa, solo per mangiare. L'ideale sarebbe spostarla». «Li dobbiamo sopportare», raccontano due residenti di via Santa Caterina, che, come altri, vogliono restare anonimi. «Bisognerebbe valutare chi ha realmente bisogno della mensa e chi no. L'assistenza sociale è giusta, ma il problema è come viene organizzata». La mensa, che non fornisce alcolici («vengono comprati altrove», spiega Mario), serve i pasti alle 18, ma le persone arrivano prima, per cui stanno in mezzo alla strada e «succede, quel che succede» dagli atti di vandalismo alle liti. «L'ideale -continuano i residenti- sarebbe fare entrare queste persone dentro e non farle aspettare in strada. Così si risolverebbe il problema». «La mensa -aggiunge Angela Biagini- non ci dà fastidio. E' un problema organizzativo: occorrono spazi più grandi per aiutare queste persone». Spostare la mensa in periferia, è la proposta di Mario, ma anche di Eva Lelli, di Seabo, che, almeno una volta al giorno, si trova a spazzare una montagna di sporcizia. «Se aprissero altri centri, qui, si alleggerirebbe la pressione», propone Gisela Fidelio del Comitato di Via Santa Caterina. «Il quartiere Saragozza -tiene a precisare la consigliera Mara Scandellari- da due anni sta lavorando su queste tematiche con un gruppo di lavoro, composto dagli assessori alla Sicurezza ed alle Attività produttive, dalla Caritas e da rappresentanti del Comitato, insieme si è cercato di dare vivibilità al quartiere». Ed in questo senso va la nuova illuminazione sotto i portici, le sollecitazioni a Seabo a passare più spesso, per la pulizia a fondo della strada.

Federica Gieri


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san Giovanni in Persiceto, 05/V/2001